
The Sugarland Express
Introduzione a cura del Cineclub Il Raggio Verde
Coppia di giovani genitori, spiantati e ingenui, dopo la rocambolesca fuga del marito da un centro di detenzione, si lancia in una singolare avventura on the road. Scopo della missione è recuperare il piccolo Langston, sottratto alla coppia e affidato dai servizi sociali a una senile famiglia adottiva a Sugarland, Texas. I due sono inseguiti da una interminabile carovana di auto della polizia, capeggiate da uno sceriffo che farà il tifo per i fuggiaschi fino alla fine.
Secondo lungometraggio diretto da Steven Spielberg, segue di tre anni il folgorante esordio di Duel (1971), di cui riprende la struttura del road-movie. Quel che è nuovo è il tono scelto da Spielberg per raccontare questa curiosa, piccola odissea familiare dentro le sconfinate pianure texane. Il regista, infatti, opta per un registro da commedia picaresca, in cui una complice simpatia nei confronti dei due protagonisti si fonde a un tema, quello della disgregazione familiare, che sarà sullo sfondo di tanto cinema spielberghiano. Fotografia curata da un autentico maestro della luce come Vilmos Zsigmond.
Informazioni
Interpreti: Goldie Hawn, Michael Sacks, William Atherton, Ben Johnson, Gregory Walcott, Steve Kanaly, Louise Latham, Harrison Zanuck, Dean Smith
Sceneggiatura: Hal Barwood, Matthew Robbins
Fotografia: Vilmos Zsigmond
Montaggio: Edward M. Abroms, Verna Fields
Cineasta autodidatta e regista di maggior successo commerciale nella storia del cinema, Steven Spielberg inizia a girare piccoli corti in 8mm. Messo sotto contratto dalla Universal, esordisce con Duel (1971). Nel 1974 dirige Sugarland Express, e l’anno dopo, con Lo squalo (1975), realizza un magistrale e incalzante film di tensione che di fatto crea il concetto moderno di blockbuster. Spielberg si dimostra capace per tutta la sua carriera successiva di indovinare formule di grande impatto sul pubblico e di costruire una propria personale, amatissima poetica, sempre in bilico tra fiabesco e umano, tra eroismo e stupore. Nel 1977 dirige Incontri ravvicinati del terzo tipo, nel 1981 si conferma impareggiabile macchina da soldi con I predatori dell’arca perduta e nel 1982, con E.T – L’extraterrestre, polverizza i record d’incasso della storia del cinema. Dopo la parentesi d’impegno de Il colore viola (1985), torna in vetta agli incassi mondiali con Jurassic Park (1993) e Schindler’s List (1993), che gli regala finalmente il sospirato Oscar come miglior regista. Nel 1998 ottiene la seconda statuetta col dramma bellico sullo sbarco in Normandia Salvate il soldato Ryan. Nel 2017 e nel 2018, a distanza ravvicinata e a riprova di una creatività inesauribile, dirige The Post e Ready Player One. Il 2022 è l’anno dell’autobiografico The Fabelmans, summa della poetica spielberghiana, che vince il Golden Globe come miglior film e porta al regista il premio per la miglior regia.