Concorso Cortometraggi
Introduzione e moderazione a cura di Emma Marinoni
Cortometraggi in concorso: “Domingo Familiar”, “Toda la vida para siempre”, “Sitting Bird” (prima italiana), “Paradaïz” (prima italiana), “How to Find a Career That Loves You Back” (prima italiana).
Domingo Familiar
Durata: 18’
Paese: Messico
Regia: Gerardo Del Razo
Interpreti: Omar Silva, Fermín Martínez, Elías Toscano, Emilio Galván, Frida Alcántara, Jimena Mos, Dann Sotelo, Max Thomsen
Sceneggiatura: Gerardo Del Razo, Heriberto Mojica
Fotografia: Ángel Jara Taboada
Montaggio: Gerardo Del Razo, Ángel Jara Taboada
Nelle zone periferiche di Città del Messico, il “cobro de piso”, il pizzo imposto a commercianti e abitanti dai sicari dei cartelli locali, è un fatto di tutti i giorni. In una soleggiata domenica in cui i bambini giocano e i vicini portano a spasso i cani, in un condominio popolare un commerciante non ha pagato la sua quota e i sicari sono venuti a dargli un ultimatum.
Ma i vicini, stanchi dei soprusi, decidono di non voltarsi dall’altra parte. Costruito come un’osservazione a distanza che diventa coinvolgimento, con il condominio stesso come vero protagonista, “Domingo Familiar” racconta una violenza diventata quotidiana senza cercare lo shock ma il riconoscimento. Prodotto dal Centro de Capacitación Cinematográfica, ha vinto tra gli altri il premio per il miglior cortometraggio latinoamericano a Mar del Plata, il Danzante a Huesca, il Gran Premio della Giuria a Dallas e una menzione speciale a Clermont-Ferrand.
Toda la vida para siempre
Durata: 19’
Paese: Messico, Belgio
Regia: Sebastián Molina Ruiz
Interpreti: Anna Mkrtumyan, Jean Marie Ndihokubwayo, Beatriz Fonseca, Tania Tapia Jauregui, Daphné Devin, Sebastián Molina Ruiz
Sceneggiatura: Monica Hinrichs, Sebastián Molina Ruiz
Fotografia: Sebastián Molina Ruiz
Montaggio: Sebastián Molina Ruiz
Un’antologia dei sogni di persone che hanno dovuto lasciare le proprie case e che hanno trovato in Europa una Torre di Babele dove nessuno parla la stessa lingua e nessuno si capisce. Qui la gente cammina come perduta, si incontra nei sogni e cerca il modo di tornare a casa. Tra documentario e finzione, realizzato nell’ambito del master europeo Doc Nomads, “Toda la vida para siempre” mette insieme migranti arrivati da ogni parte del mondo nella stessa città, con un lavoro sul suono che trasforma i tetti delle case e il reggaetón in sottofondo in un’immagine della lontananza. Presentato in anteprima al FICUNAM, ha vinto l’Ariel 2026 come miglior cortometraggio documentario.
Sitting Bird
Durata: 17’
Paese: Canada (prodotto in Québec ma in cinese mandarino)
Regia: Athena Han
Interpreti: Jian Ping Su, Shasha Pu, Oliver Zhao, Eileen Tian, David Mao, Jenny Zhou
Sceneggiatura: Athena Han
Fotografia: Christian Lai
Montaggio: Athena Han
Ming è un padre casalingo taiwanese emigrato in Canada con i due figli, Anthony e Rita, mentre la moglie Fei è rimasta a Taiwan per inseguire il sogno di diventare pilota. Silenzioso e introverso, Ming vive un senso di inadeguatezza crescente dentro una famiglia e una comunità che non sanno dove collocarlo. Un giorno vede un fenicottero smarrito e sente il bisogno di salvarlo. Ispirato alla storia vera di un padre immigrato e raccontato con un tocco di surrealismo, Sitting Bird esplora l’impatto dell’emigrazione e gli stereotipi patriarcali attraverso un uomo che non corrisponde a nessuno dei ruoli previsti per lui. Sostenuto dal Canada Council for the Arts, dal BC Arts Council e dal National Film Board of Canada, è stato selezionato nella vetrina Not Short on Talent di Telefilm Canada al Short Film Corner di Cannes 2025.
Paradaïz
Durata: 9’
Paese: Canada (lingua inglese)
Regia: Matea Radic
Interpreti: Dina Cindrić (voce)
Sceneggiatura: Matea Radic
Fotografia: Matea Radic (animazione)
Montaggio: Xi Feng
Benvenuti in un posto dove le case hanno i buchi, i pomodori sono bombe a orologeria e le lumache vagano per le strade in cerca di un rifugio sicuro. Nel suo cortometraggio d’esordio, l’artista Matea Radic usa l’animazione disegnata a mano, le fotografie di famiglia, un umorismo asciutto e i propri ricordi sfuggenti per tornare nella città martoriata dalla guerra che ha lasciato da bambina negli anni Novanta. Lì, tra una sigaretta e l’altra e vecchi spot televisivi assurdi, la sua eroina esplora la casa che ha abbandonato, o quel che ne resta, in un gioco surreale di nascondino con ciò che la circonda, ribaltando le aspettative su cosa significhi guarire. Prodotto dal National Film Board of Canada, ha vinto oltre dieci premi, tra cui la Colomba d’Oro a DOK Leipzig, il Golden Horseman a Dresda, il Grand Prix Guy-L.-Côté ai Sommets du cinéma d’animation di Montréal e il premio per la miglior animazione al Brooklyn Film Festival.
How to Find a Career That Loves You Back
Durata: 26’
Paese: USA
Regia: Ethernet Wang
Interpreti: Alina Kim, Lauren Guilbeaux, Ashwath Ram, Reyn Ou
Sceneggiatura: Ethernet Wang ed Ember Streshinsky
Fotografia: Alexa Forester
Montaggio: Esther Regen, Raziel “Nerwrack” Palta e Ethernet Wang
Khloe e Joyce, due sviluppatrici software trans, lavorano per una multinazionale della difesa che sorveglia i civili come potenziali minacce. Quando vengono scelte per rappresentare l’azienda a una fiera del lavoro universitaria, il viaggio accende una storia d’amore fragile e, insieme, i dubbi sul proprio lavoro: rivedendosi negli studenti che recluta, Khloe deve scegliere tra la sicurezza di un impiego che la rende complice della violenza dello Stato di sorveglianza e la strada incerta della libertà, e del rapporto appena nato con Joyce. Il film ha vinto il Premio del Pubblico al Trans Image/Trans Experience Film Festival ed è stato selezionato, tra gli altri, a Frameline, GAZE Dublino, Melbourne Queer Film Festival e Seattle Asian American Film Festival.